L’azienda italiana GEODATA distrugge territori in nome della sostenibilità

L’azienda italiana GEODATA distrugge territori in nome della sostenibilità

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GEODATAUnderground Solutions è un gruppo di aziende (http://www.geodata.it/it/chi-siamo/il-gruppo), sparse in tutto il mondo, che progettano e realizzano infrastrutture sotterranee come gallerie, metropolitane, dighe o impianti idroelettrici. L’azienda si preoccupa addirittura di avere un accurato “codice etico”, così da sembrare agli occhi di tutti un’azienda innovativa e al tempo stesso sostenibile ed attenta ai risvolti socio-ambientali che imprese di questo tipo portano con se.

Come la Rivoluzione “Verde” ci ha insegnato, il termine “sostenibile” viene utilizzato in maniera sconsiderata, tanto che ormai è un concetto vuoto, facile da utilizzare per spot propagandistici di aziende e istituzioni. Questa storia che ci giunge dalla Bolivia ne è una conferma.

Attraverso una fondazione boliviana, chiamata Solon(fundacionsolon.org), siamo venuti a conoscenza che GEODATA comincerà presto a costruire due nuove dighe – che sicuramente di sostenibile hanno poco – nelle zone del Chapete e di ElBala in Bolivia. L’azienda italiana è stata inizialmente messa sotto contratto dall’impresa nazionale di elettricità ENDE, per condurre uno studio di fattibilità per 3,1 milioni di dollari. Secondo i dati raccolti dalla stessa GEODATA (https://fundacionsolon.org/2017/05/10/el-caso-del-chepete-y-el-bala/) queste dighe inonderanno 771 km2, dislocheranno circa 5 mila persone e causeranno una deforestazione di circa 100 mila ettari nella foresta amazzonica.

Solamente questi tre dati ci fanno già capire che nel progetto di GEODATA la sostenibilità sociale ed ambientale sicuramente non è presa in considerazione. Allora forse questa costruzione mastodontica avrà un risvolto economico talmente positivo da giocare tutta la collettività boliviana. Invece, anche qui, GEODATA ci propone altri dati ridicoli.

Infatti, il progetto sarà sicuramente redditizio, ma ci sono degli ostacoli: la costruzione della diga di ElBala dovrà essere ritardata di 20 anni; mentre la diga del Chepete sarà redditizia solamente con un prezzo dell’energia equivalente a 70 dollari per MWh, quando il prezzo dell’ultimo decennio in Bolivia è di 52 dollari per MWh.

In seguito a questo report alquanto disperato, ENDE decide comunque di appaltare i lavori a GEODATA con un contratto di 11,8 milioni di dollari.

Quindi, GEODATA ed ENDE sono entrambe consapevoli che questo progetto avrà un impatto sociale, ambientale – e pure economico – gravissimo. Ma nonostante ciò, il contratto verrà firmato da tutte e due le parti.

La Fondazione Solonha già presentato una denuncia formale presso il Ministero di Giustizia Boliviana, ma difficilmente avrà qualche risultato. Quello che possiamo fare è rendere pubblico questo vergognoso atto omertoso da parte di GEODATA e smascherare l’ennesima rovina delle terre latino americane che stanno scomparendo sotto questi attacchi meschini di Governi corrotti da aziende europee multinazionali.

Centro Internazionale Crocevia condanna fermamente la costruzione di queste dighe e invita GEODATA a tornare sui suoi passi.

Per trovare tutti i dati del report di fattibilità di GEODATA si può accedere al sito della Fondazione Solon:

https://fundacionsolon.org/2016/10/23/ficha-ambiental-de-el-bala/

https://fundacionsolon.org/2016/09/07/documentos-de-elbala/

https://fundacionsolon.org/2017/06/06/estudios-de-geodata-sobre-rentabilidad-del-chepete-y-el-bala/

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