Aggiornamento da Gaza dalla delegazione promossa da Crocevia e dalla Campagna Sport Sotto l'Assedio
Durante l'ultima settimana la delegazione composta medici, psicologi dell'emergenza, giornalisti e operatori umanitari ha continuato il lavoro di raccolta delle testimonianze sulle esperienze personali vissute dalla popolazione di Gaza e di visite e sopralluoghi nei diversi ospedali di Gaza per una prima analisi delle esigenze reali di ciascuna struttura.
La rappresentante di Crocevia nella delegazione ci fa il punto rispetto a ciò che è stato possibile verificare sul campo: "A causa della carenza prolungata di letti e di strutture di accoglienza ospedaliera la maggior parte dei feriti sono stati medicati e dismessi subito dagli ospedali. Molti feriti, circa 800, con particolari ferite sono state trasferite all'estero. Dalla scorsa settimana e' terminata ufficialmente l'emergenza, quindi dal Ministero della Sanita' di Ramallah hanno fatto sapere che non sono consentiti ulteriori trasferimenti all'estero per i feriti.
Esiste un problema di coordinamento degli aiuti che arrivano, soprattutto rispetto alla loro gestione e distribuzione. Informazioni a riguardo sono disponibili sui rapporti dell'UNRWA. In molti punti sono state allestite delle tendopoli per la gente rimasta senza casa ma, da quello che abbiamo visto, poca gente prende possesso di queste tende e preferisce stare nelle case di parenti e amici.
Esiste ancora il problema della fornitura del gas, mentre il ripristino delle linee elettriche è stato sino ad ora solo parziale. Il gasolio o la benzina per l'utilizzo dei generatori arriva costantemente dai tunnel (circa 15000 litri al giorno in ogni tunnel funzionante). Ad oggi non è molto difficile capire davvero quanti essi siano. Da evidenziare inoltre che i tunnel sono diventati in questo momento attrattiva "turistica". La gente viene portata a visitarli come se fossero monumenti.
Insieme alla TV RAI 3 e al Human Right Watch stiamo seguendo la questione del fosforo, utilizzato dalle forze israeliane. I casi colpiti dal fosforo e presenti ancora qui sono i piu' lievi, perchè gli altri sono stati già trasferiti. Inoltre abbiamo verificato, presso le case e le zone visitate, che pezzi di questo fosforo sono sparpagliati un pò ovunque. Il fosforo ancora attivo se a contatto con l'ossigeno, prende fuoco e emette fumo tossico. La presenza del fosforo sul terreno in molte parti delle zone colpite è stata ormai accertata e non è da mettere in discussione. Quello che ancora non si conosce con certezza è l'entità dei danni sulle persone che sono state colpite e che continuano a venirne in contatto.
Inoltre sono rimasti sul terreno molti proiettili inesplosi, che sono stati raccolti nei depositi della sicurezza palestinese. In un deposito visitato, oltre ai proiettili non esplosi, abbiamo visto che sono stati raccolti anche missili tirati dalle forze israeliane, sia quelli esplosi che quelli inesplosi. Tra l'altro, rispetto a quelli inesplosi, ci hanno riferito che Israele teme ora che possano essere lanciati contro la propria popolazione"
Altri link su Gaza:
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- Missione Umanitaria a Gaza:gennaio 2009
- Diario da Gaza City
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