Al-Mezan condanna le autorità israeliane colpevoli degli attacchi ai pescatori palestinesi

Pesca

Il Centro per i Diritti Umani Al-Mezan[1], un membro di ESCR-Net, ha pubblicato una dichiarazione che condanna l’escalation di attacchi ai pescatori, in seguito all’arresto di due di loro e alla confisca delle loro barche da parte delle autorità israeliane. Questo è successo nonostante le reti dei pescatori fossero nella zona in cui è permesso pescare (circa 600 metri a sud est delle boe di demarcazione messe dalle forze israeliane) e gli altri pescatori fossero presenti nella stessa area con le loro barche.

           foto palestina

Al Mezan continua a ribadire che il diritto al lavoro dei pescatori fa parte dei diritti umani, e che le autorità israeliane stanno commettendo violazioni sistematiche del Diritto Umanitario Internazionale  e delle Norme Internazionali sui Diritti Umani, effettuando ripetuti e sistematici attacchi contro i pescatori, che si concludono spesso con morti, feriti e arresti arbitrari compiuti con modalità degradanti, e che inoltre tolgono ai pescatori il proprio sostentamento e il diritto al lavoro.

Qui sotto si trova la versione tradotta in italiano della Dichiarazione pubblicata da Al- Mezan.

 

 “Al Mezan condanna l’intensificarsi degli attacchi ai pescatori e chiede l’intervento della Comunità Internazionale”

Il mattino del 24 aprile ad ovest di Beit Lahia (Gaza), le autorità Israeliane hanno arrestato due pescatori e hanno confiscato le loro barche assieme agli strumenti di pesca.

Nonostante l’annuncio di Israele del 3 aprile 2016 riguardo l’estensione della zona di pesca di Gaza di 9 miglia nautiche, le forze militari Israeliane hanno intensificato gli attacchi contro i pescatori Palestinesi. L’esercito Israeliano ha continuato ad attuare pratiche illegali che colpiscono i pescatori Palestinesi privandoli del loro sostentamento distruggendo barche e confiscando strumenti di pesca.

Secondo il monitoraggio effettuato da Al Mezan, attorno alle 7.40 del mattino di domenica 24 aprile 2016, le cannoniere Israeliane hanno aperto il fuoco contro le barche Palestinesi vicino alle coste di Al Waha, ad ovest della città di Beit Lahia e hanno arrestato due pescatori: Ibrahim Ghalib Al Sultan, 23 anni, e Oranus Sharif Al Sultan, 19 anni. La loro barca e la strumentazione per pescare sono state confiscate.

Il padre di Oranus ha detto ad Al Mezan che lui stava lavorando sulla sua piccola barca con suo cognato Mohamed Al Sultan, mentre suo figlio lavorava sulla barca a remi con Ibrahim. I pescatori hanno buttato le loro reti dentro la zona di pesca permessa (circa 600 metri a sud est dalla boa di demarcazione messa dall’esercito Israeliano) e altre barche erano presenti nella stessa area. All’improvviso, le cannoniere Israeliane si sono avvicinate e hanno cominciato a sparare. Due gommoni dell’esercito hanno circondato la barca a remi su cui c’erano Oranus e Ibrahim. I soldati hanno ordinato ai pescatori di togliersi i vestiti e di nuotare fino ad uno dei gommoni. In seguito, i soldati hanno legato la barca a remi, la quale trasportava anche le reti da pesca, e l’hanno trainata verso ovest dove c’era una nave Israeliana più grande. L’incidente ha portato gli altri pescatori a fuggire per paura per le loro vite.

Al Mezan alza la voce di nuovo condannando le continue violenze applicate dagli Israeliani nei confronti dei pescatori Palestinesi. Al Mezan sottolinea che il diritto al lavoro del pescatore fa parte dei diritti umani della persona, e che quindi le autorità israeliane stanno commettendo violazioni sistematiche del Diritto Internazionale Umanitario e del Diritto Internazionale dei Diritti Umani attraverso ripetute violenze verso i pescatori, che spesso sfociano in morti, ferimenti gravi e arresti arbitrari in una situazione degradante, come anche le privazioni del loro sostentamento e del loro diritto a lavorare.

In conclusione Al Mezan chiede l’intervento della Comunità Internazionale per proteggere i civili e per mettere fine alle violazioni contro di loro, per portare alla fine del blocco della Striscia di Gaza, che crea un affronto continuo al diritto internazionale e permette molte violazioni dei diritti umani all’intera popolazione della Striscia di Gaza dal 2007.

 

[1] Al Mezan è una rete che lavora per promuovere il rispetto e la protezione di tutti i diritti umani, nella Striscia di Gaza, come parte dei territori Palestinesi occupati, attraverso ricerche, interventi legali e raccomandazioni combinando professionisti alla partecipazione della comunità.

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