Pastori d’Iran, le radici nomadi di un popolo antico
L’iniziativa, dal titolo “Pastori d’Iran, le radici nomadi di un popolo antico” è stata gestita e realizzata in collaborazione con il gruppo campano dell’associazione SIVtro – VSF Italia Onlus, da dieci anni partner di Crocevia nelle attività a Napoli e Provincia. L’accordo con SIVtro ha permesso di unire le risorse messe a disposizione dalla Provincia di Napoli e quelle fornite dall’ Unione Europea, nell’ambito di una iniziativa triennale condotta in tutta Europa dalla rete Veterinari Senza Frontiere.
La mostra ha previsto l’esposizione di foto inedite dei nomadi di etnia Qashqai, del Sud dell’Iran, attraverso la loro storia e la loro tradizione millenaria di transumanti.
Ancora oggi i Qashqai percorrono due volte all’anno la distanza di 800km dai pascoli invernali a quelli estivi di montagna, viaggiando a piedi con le greggi di pecore, capre e cammelli, nella regione di Shiraz. In questo viaggio i clan Qashqai portano con sè le tende e tutto l’occorrente per montare in poco tempo degli accampamenti dove passare le notti e, a volte, diversi giorni; il loro percorso fa tappe al margine di diverse aree urbane, dove il latte, gli animali e i tessuti dei Qashqai sono accolti dai mercati locali e dove si rinnova la tradizione millenaria di contatto e scambio tra società stanziali e mobili.
Le immagini e i commenti esposti hanno consentito al pubblico di riflettere sul pastoralismo come patrimonio importante per l’umanità, che conserva un ricordo ancora vivo della transumanza appenninica, purtroppo scomparsa negli anni recenti. In Campania come in Iran, le reti stradali moderne, le politiche di pianificazione agraria, le sottrazioni di fonti e corsi d’acqua agli usi comuni, l’urbanizzazione e la scomparsa dei pascoli e delle reti di comunicazione rurale forzano gli allevatori ad adottare modelli di agricoltura e allevamento sempre più intensivi e slegati dalla terra. Nel percorso della mostra diventa dunque evidente il ruolo dell’agricoltura familiare (cioè di piccola scala e legata al territorio) nella conservazione della biodiversità, del territorio e dell’ambiente, nonché dell’identità stessa di un popolo, mentre nei supporti audiovisivi e nei materiali sono stati sottolineati numerosi punti di contatto con la realtà italiana e mediterranea in particolare.
Durante i dieci giorni di esposizione sono stati organizzati numerosi incontri con le scuole e visite guidate, sono stati proiettati, inoltre, documentari, filmati e animazioni sul pastoralismo e la biodiversità, tratti dalla Mediateca delle Terre del Centro Internazionale Crocevia.
Un altro elemento chiave dell’iniziativa e del rapporto tra nord e sud del mondo è stato rappresentato dalla presenza di teche allestite con pezzi realizzati da maestri del gruppo napoletano dell’associazione “Amici del presepio”. Le opere esposte hanno mostrato al pubblico la ricchezza e varietà di animali e vegetali presenti nella rappresentazione della scena della natività, che a Napoli assume un ruolo caratterizzante dell’intera cultura e tradizione urbana, riproducendo una scenografia ispirata alla realtà cittadina del XVII secolo.
Nell’ambito di tale iniziativa, sono state organizzate 4 conferenze:
1. Pastoralismo e tempi moderni: dibattito sui temi del pastoralismo e del suo ruolo nei vari campi, quali la cooperazione internazionale, le alternative e i modelli di agricoltura e sviluppo rurale, la produzione e conservazione della biodiversità, la qualità dell’alimentazione, la salute e il benessere umano e degli animali. Era presente anche una delegazione iraniana;
2. Il pastore fra tradizione e cultura: è stato mostrato come il presepio napoletano sia filiazione diretta di una tradizione che risale alle prime comunità sedentarie della Mesopotamia. A distanza di tremila anni, sono rimasti intatti gli elementi fondamentali delle composizioni e delle figure dei pastori, e attraverso di esse si può risalire al concetto del sacro e della sua rappresentazione, che racconta il rapporto tra società urbanizzate e quelle pastorali. Tali rappresentazioni ancestrali si ritrovano nell’antico Egitto e poi nella religiosità pagana dei romani, fino ad approdare nella tradizione cristiana ed assumere le caratteristiche uniche del presepe napoletano;
3. Cibo e salute: è davvero così difficile mangiare sano oggi? dibattito sul tema della qualità alimentare, esaminando la catena istituzionale dei controlli lungo le filiere e nei punti critici delle sofisticazioni alimentari, grazie all’apporto di competenza dell’ORSA (Osservatorio Regionale sulla Sicurezza Alimentare);
4. Tempi moderni: le nuove emergenze: esame della situazione nazionale e della regione Campania rispetto ad alcune tematiche specifiche, quali le zoonosi ed altre problematiche relative al settore dell’allevamento, della produzione animale e della salute pubblica. Il pastoralismo veniva così esaminato nella specificità delle condizioni richieste per garantire alle greggi, ai pastori e ai consumatori che la produzione avvenga nelle migliori condizioni, il che presenta numerose difficoltà in un contesto come quello attuale, nel quale le filiere agro-alimentari sono dominate da aziende di scala industriale, media e grande, e con esse i servizi di assistenza e controllo della produzione.
Il pastoralismo è utile anche come spunto per riflettere sulla conservazione della biodiversità e agrobiodiversità da un lato, e dall’altro come esempio delle attività dei movimenti che in tutto il mondo difendono le rivendicazioni delle comunità locali, i diritti dei piccoli produttori e, con essi, la qualità dell’alimentazione ed un modello di produzione del nostro cibo che richiede un nuovo concetto di sostenibilità sociale, ambientale ed economica.
Ente finanziatore:
Provincia di Napoli
Località:
Napoli, Antisale dei Baroni del Castelnuovo
Partner locale:
ONG Cenesta (IRAN)
Capofila:
AVSF – Francia*
Altri partner:
Internazionali: VSF - Belgium, VetAid (Scozia), Cenesta (Iran), Karkarà (Niger)
In Italia: Centro Internazionale Crocevia, SIVtro – VSF Italia Onlus, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM), ASL Napoli 1,
Durata:
dal 23 febbraio al 6 marzo 2008
* L’iniziativa realizzata da CIC a Napoli si colloca in appoggio ad un progetto di Educazione allo sviluppo co-finanziato dalla Unione Europea, condotto in diversi paesi dalla rete VSF Europa






