Home > Sovranità Alimentare > La FAO apre le porte all’IPC per la Sovranità Alimentare

Importante accordo contro la fame e l’insicurezza alimentare

 

A quasi un anno dall’inizio della trattativa, il 23 maggio 2014 si è ufficializzata la collaborazione tra la Food and Agricolture Organization (FAO) e il Comitato Internazionale di Pianificazione per la Sovranità Alimentare (IPC). All’incontro hanno partecipato il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva e i rappresentanti dei movimenti sociali globali che compongono l’IPC.

Nel documento condiviso, la FAO ha riconosciuto l’importante ruolo dell’ IPC come piattaforma globale che riunisce oltre 800 organizzazioni e movimenti sociali e 300 milioni di piccoli produttori di cibo, nel facilitare il dialogo e il dibattito tra la società civile, governi e altri attori che operano sul tema della Sicurezza Alimentare e dell’Alimentazione.
L’IPC si è a sua volta impegnato a lavorare per  un’ampia partecipazione dei suoi membri in tutte le regioni del mondo, attraverso dei processi consultativi e decisionali  trasparenti ed inclusivi.

“Il desiderio della FAO e dell’IPC è proprio quello di contribuire insieme a un mondo libero dalla fame – ha dichiarato il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva – dove tutte le voci siano ascoltate e tutte le donne e gli uomini partecipino al processo di definizione delle politiche e dei quadri normativi che riguardano le loro vite e i loro mezzi di sussistenza”.

“L’apertura della FAO alle organizzazioni della società civile è stata una grande priorità da quando ho assunto il mio mandato a capo dell’organizzazione”, ha aggiunto . “Stiamo cambiando , e  saremo sempre più vicino alle forze sociali del mondo reale” .

La FAO coinvolgerà l’IPC nei processi regionali e globali, per rappresentare e difendere i diritti dei produttori di cibo che contribuiscono alla tutela globale della biodiversità.

“Le organizzazioni mondiali di produttori di cibo su piccola scala che compongono l’IPC hanno costruito insieme un percorso comune, in cui terra, acqua e semi sono gli elementi centrali per realizzare un modello agro-ecologico , attraverso il quale garantire la sovranità alimentare “, ha dichiarato la rappresentante del Movimento AgroEcologico del Latino Americano e Caraibi (MAELA ), Maria Noel Salgado. “Noi vogliamo che la società civile abbia uno spazio istituzionale che sia strategico per la realizzazione dei nostri obiettivi, come la sovranità alimentare” – ha aggiunto .

Le aree di lavoro prioritarie, individuate nell’accordo, riguardano l’implementazione delle linee guida volontarie FAO per una governance responsabile dei regimi fondiari e dei diritti di accesso alla terra e alle risorse forestali e ittiche, nel contesto della sicurezza alimentare nazionale; nonché le politiche di tutela sui popoli indigeni e tribali; e l’approvazione e l’attuazione delle Linee Guida per Protezione della piccola pesca artigianale in fase di negoziazione nel Comitato Pesca della FAO ( COFI ) .

“Abbiamo grandi aspettative, questo è un momento importante – ha dichiarato Taina Hedman delegato membro del Movimento Giovanile Kuna, parte del comitato direttivo del International Indian Treaty Council (IITC) – La FAO si sta aprendo alla società civile su tematiche a noi care, e grazie al suo ruolo potremmo raggiungere i nostri obiettivi”.

“La più grande sfida è riuscire ad unire movimenti e organizzazioni contadine nel mondo, e grazie a quest’importante accordo possiamo farlo – ha dichiarato Andrea Ferrante di Associazione Italiana Agricoltura Biologica (AIAB) / European Coordination Via Campesina – dobbiamo rafforzare il ruolo della società civile nell’indirizzare le politiche, portando la voce dei contadini a livello nazionale e internazionale, e questo lo possiamo fare solo grazie al supporto della FAO”.

L’accordo prevede anche la partecipazione dell’ IPC nel lavoro della Commissione sulle risorse fitogenetiche della FAO per l’alimentazione e l’agricoltura ( PGRFA ), in particolare sull’uso sostenibile della diversità genetica delle piante e sui diritti degli agricoltori .

Per maggiori informazioni visitare il sito www.foodsovereignity.com

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