Il centro internazionale crocevia sostiene la manifestazione “No Petrolio” in Abruzzo


Il Centro Internazionale Crocevia parteciperà insieme al suo presidente Antonio Onorati alla manifestazione
“No alla deriva petrolifera, Sì all’Abruzzo sostenibile e alla tutela del suo mare” che si terrà sabato 13 aprile 2013 a Pescara con partenza alle ore 15:30.

La mobilitazione è scattata dopo l’approvazione del progetto Ombrina mare della Medoilgas ma è la vera e propria deriva petrolifera contenuta nella Strategia Energetica Nazionale varata dal Governo Monti a preoccupare associazioni, sindacati e movimenti. In questo documento, inopinatamente varato da un Governo dimissionario, sono contenute scelte che dovrebbero incidere sul futuro della regione almeno fino al 2020, Tra queste, la destinazione a vero e proprio distretto minerario per gli idrocarburi dell’intero territorio abruzzese e del suo mare.

Il presente e il futuro della regione e del suo territorio non possono essere ostaggio di scelte calate dall’alto volte a promuovere gli interessi di pochi su quelli dei cittadini. L’Abruzzo sta già scontando pesantemente attività ambientalmente devastanti: il caso di Bussi pesa come una spada di Damocle sul futuro dell’intera Valpescara, con il depauperamento della qualità di una risorsa strategica per la vita e il territorio come l’acqua, con danni stimati miliardi di euro. Ora è il momento di impegnarsi per cancellare queste emergenze e per tutelare orgogliosamente la meravigliosa natura e gli struggenti paesaggi che il nostro territorio può ancora offrire, a partire dalla Costa dei Trabocchi che il Parlamento italiano fin dal 2001 ha destinato a Parco nazionale. Chi promuove i progetti petroliferi, come accaduto in altri campi, promette sempre la massima compatibilità; puntualmente la realtà mostra una faccia diversa di queste industrie, con incidenti che minano intere economie. Cosa accadrebbe all’Adriatico e alle sue spiagge in caso di sversamento di 40.000 barili di petrolio, la quantità rilasciata in mare nel 2011 in un unico incidente da una nave raffineria simile a quella che vogliono installare di fronte a S. Vito? I rilasci in mare di sostanze inquinanti sono fatto ordinario nell’industria petrolifera e il Mediterraneo ha già oggi una concentrazione di idrocarburi dieci volte più alta rispetto agli altri mari.

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