I movimenti dei pescatori dal Summit sulla Pesca su Piccola Scala al COFI37

Dopo tre giorni di discussioni, scambi e elaborazione di strategie collettive, il terzo Summit della Pesca su Piccola Scala (SSF Summit 2026) si è concluso oggi presso la sede della FAO, a Roma. Il vertice ha riunito centinaia di persone provenienti da tutte le regioni del mondo, tra cui pescatori e pescatrici su piccola scala, lavoratori del settore ittico, rappresentanti di Popolazioni Indigene, ONG, ricercatori e rappresentanti governativi, per rafforzare le cause comuni e promuovere l’attuazione delle Linee Guida Volontarie per garantire la sostenibilità della pesca su piccola scala (SSF Guidelines).

Il vertice si è svolto immediatamente prima della 37ª sessione del Comitato per la Pesca della FAO (COFI37), che ha inizio oggi. Il Comitato riunirà rappresentanti governativi per discutere delle politiche globali in materia di pesca e acquacoltura, tra cui la pesca su piccola scala, inserita tra i temi in agenda.

Per i movimenti dei pescatori, il passaggio dal Summit al COFI rappresenta un momento cruciale. I rappresentanti riuniti a Roma continueranno a condividere le loro esperienze e le loro richieste nelle discussioni, sollecitando i governi e la FAO a tradurre gli accordi internazionali in azioni concrete a livello nazionale e locale.

Implementare Linee Guida sulla pesca su piccola scala

Uno dei temi centrali del Summit è stata l’implementazione delle Linee Guida volontarie, adottate dal COFI nel 2014 a seguito di una consultazione globale dal basso che ha coinvolto oltre 4.000 pescatori, lavoratori del settore ittico e altri attori provenienti da più di 120 Paesi. Le Linee Guida sono il risultato di un lungo lavoro portato avanti dai rappresentanti dei movimenti sociali e costituiscono uno strumento cruciale per conciliare i diritti umani con i diritti collettivi delle comunità di pescatori.

Tuttavia, a più di un decennio dalla loro adozione e nonostante la creazione nel 2016 di un meccanismo dedicato, ovvero il Quadro Strategico Globale per la pesca su piccola scala (SSF-GSF), le Linee Guida rimangono in gran parte disattese e i movimenti dei pescatori continuano a denunciare un divario significativo tra gli impegni assunti e la loro attuazione.

I confronti sulle esperienze nazionali e regionali hanno messo in luce le molteplici minacce che mettono a rischio la sopravvivenza della pesca su piccola scala. In particolare, progetti estrattivi nel settore petrolifero e del gas, grandi progetti infrastrutturali, il sovraffollamento turistico, la pesca industriale e l’acquacoltura stanno riducendo sempre di più lo spazio vitale necessario.

Nonostante ciò, le comunità stanno reagendo: i movimenti si stanno organizzando, resistendo e difendendo i propri territori e mezzi di sussistenza, arrivando persino a citare in giudizio quei governi che, nonostante abbiano adottato le Linee Guida, continuano a permettere che si verifichino violazioni.

I movimenti dei pescatori hanno esortato la FAO a sostenere il loro lavoro nei rispettivi Paesi e ad aumentare la pressione sui governi, poiché gli impegni assunti a livello internazionale raramente si traducono in politiche nazionali vincolanti. Inoltre, durante il Summit i rappresentanti del Brasile, della Tanzania, del Venezuela e del Senegal si sono impegnati a promuovere le Linee Guida volontarie, in un importante passo avanti. Tuttavia, in questa ultima giornata siamo rimasti indignati dal fatto che il Direttore Generale della FAO abbia vergognosamente presentato l’acquacoltura industriale come pratica sostenibile e come il futuro dei sistemi alimentari acquatici, criticando al contempo la pesca su piccola scala come sottosviluppata e improduttiva. A queste parole abbiamo risposto con forza, ricevendo grande sostegno da parte di organizzazioni non appartenenti all’IPC, governi e ricercatori, che hanno a loro volta presentato le proprie dichiarazioni di solidarietà.

Rilanciare il Quadro Strategico Globale (SSF-GSF)

Un altro risultato fondamentale del Summit è stato l’impegno a rilanciare il Quadro Strategico Globale per la pesca su piccola scala (SSF-GSF), istituito nel 2016 per sostenere l’attuazione delle Linee Guida.

Nonostante il suo potenziale, il meccanismo non è mai entrato in funzione. Pertanto, i movimenti dei pescatori si sono impegnati a rivitalizzare e ampliare il meccanismo attraverso le sue componenti principali: il Gruppo Consultivo, i Gruppi Consultivi Regionali, la Piattaforma di condivisione – uno spazio informale in cui attori quali ONG, rappresentanti del mondo accademico, istituti di ricerca e organizzazioni regionali possono sostenere i movimenti dei pescatori – e infine gli «Amici delle Linee Guida», ovvero i Paesi membri del Comitato per la pesca (COFI) della FAO che aderiscono su base volontaria fornendo un supporto di consulenza e orientamento programmatico.

Conoscenze, genere e giovani

Il vertice ha inoltre sottolineato la necessità di ripensare le modalità di produzione della conoscenza e della ricerca. I movimenti hanno evidenziato che, all’interno delle istituzioni accademiche, le priorità di ricerca dovrebbero essere definite in collaborazione con le comunità di pescatori e che i risultati dovrebbero essere condivisi e discussi con loro prima della pubblicazione.

Anche le donne e i giovani sono stati riconosciuti come figure centrali per il futuro della pesca su piccola scala; durante il Summit è stata più volte sottolineata l’importanza di una loro partecipazione significativa, della loro leadership e di una maggiore visibilità all’interno delle organizzazioni di pescatori e dei processi politici.

Dal Summit al COFI37

Per la prima volta, il Summit sulla Pesca su Piccola Scala ha incluso anche una sessione ministeriale, che ha riunito rappresentanti governativi in un dialogo diretto con i movimenti dei pescatori. La sessione ha sottolineato il crescente riconoscimento politico della pesca su piccola scala e l’importanza di rafforzare il dialogo istituzionale. Ma ai riconoscimenti devono seguire azioni concrete.

Mentre i governi avviano le discussioni al COFI37, il messaggio del Summit è chiaro: è ora di passare dalle parole ai fatti. I pescatori su piccola scala e le Popolazioni Indigene stanno attuando una potente spinta al cambiamento, e riconoscere le loro richieste e la loro capacità di agire è essenziale per raggiungere la sovranità alimentare.